Pubblicato il 10 Luglio 2026
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Smetti di trascurarti
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Ci sono passata anche io, ne parlo anche qui.
Spesso pensiamo che l’amore per se stessi sia un concetto astratto, un lusso per pochi o una sessione di shopping o una giornata di SPA. Ma cosa significa amarsi davvero?
Non è un premio che ti concedi quando tutto è perfetto. È la scelta consapevole di non abbandonarti quando le cose si fanno difficili.
Se oggi ti senti esausto, stressato o disconnesso da chi sei, sei nel posto giusto. In questa guida esploreremo 10 mosse per amarsi di più, unendo la scienza del cambiamento di Mel Robbins, la saggezza millenaria di Jay Shetty e passi pratici pensati da me che puoi applicare da subito.
Il momento in cui ho detto “Basta”: La mia storia di cambio vita
A 28 anni avevo tutto quello che la società definisce “successo”. Lavoravo in un ufficio nel settore finanziario, circondata da numeri, scadenze e ritmi serrati, una relazione stabile e una vita sociale piena con tanti amici e tanti impegni. Dietro aquella facciata di efficienza, soffrivo terribilmente d’ansia. Ogni mattina stringevo i denti e speravo di farcela ancora, finché un giorno, mentre ero seduta alla scrivania, ho sentito che non potevo andare avanti cosi: “Non farei un lavoro così tossico per nessuna cifra al mondo. Se non cambio adesso, resterò qui dentro per sempre e sarò sempre più infelice.”
La mia svolta è stato il momento in cui ho capito che restare dove mi trovavo mi costava molto più del rischio di cambiare tutto. Amarsi di più significa, prima di tutto, smettere di posticipare il momento in cui ti prendi cura della tua salute mentale.
Riconosci il tranello del “People Pleasing” (E smetti di autosabotarti)
Molti di noi soffrono di una dipendenza silenziosa: il bisogno di compiacere gli altri. Per anni la mia peggiore abitudine è stata l’autosabotaggio attraverso il people pleasing. C’ero sempre per tutti. Se qualcuno aveva bisogno, io cancellavo i miei impegni, mettevo da parte la mia stanchezza e correvo.
Il risultato? C’ero per il mondo intero, tranne che per me stessa. Mi sono trascurata fino a non riconoscermi più.
La lezione di Jay Shetty: Nel suo libro Pensa come un monaco, Shetty ci ricorda che non possiamo riempire il calice degli altri se il nostro è completamente vuoto. Vivere per soddisfare le aspettative altrui è il modo più rapido per perdere la propria identità.
Ancora oggi devo stare molto attenta, perché la tendenza a compiacere è dietro l’angolo, ma amarsi significa imparare a dire dei “no” strategici per poter dire dei “sì” veri a se stessi.
Come fare pace con se stessi e il proprio passato
Come si impara ad andare avanti senza il peso del passato? Spesso passiamo il tempo a colpevolizzarci per le decisioni prese a 20 anni, per le relazioni tossiche in cui siamo rimasti troppo a lungo o per come non abbiamo saputo affrontare le cose quando eravamo bambini/ragazzini.
Per fare pace con te stesso, devi cambiare prospettiva:
- Pratica la compassione: Quella versione di te del passato ha preso le uniche decisioni che era in grado di prendere con gli strumenti, la maturità e la paura che aveva in quel momento.
- Riscrivi la narrativa: Quell’ufficio tossico o quella relazione dolorosa non sono stati tempo perso, ma il terreno fertile in cui è nato il tuo bisogno di rinascita.
Disconnetti per riconnettere: La regola della prima ora
Se cerchi esercizi pratici per aumentare l’autostima, il primo non si fa allo specchio, ma sul comodino. Riguarda il modo in cui inizi la tua giornata.
Mel Robbins (che io adoro) parla spesso di come le nostre routine mattutine determinino l’andamento del nostro sistema nervoso. Se la prima cosa che fai la mattina è accendere il telefono e subire passivamente le vite degli altri sui social o le mail di lavoro, hai appena ceduto il controllo della tua mente.
La mia piccola ma enorme vittoria quotidiana inizia presto ed è diventata un rituale sacro:
- Nessuno schermo: Il telefono resta in modalità aereo. IMPARA A STARE MENO AL CELLULARE CON LA MIA GUIDA
- Una bevanda calda: Che sia un cappuccino, del latte o una tisana.
- Presenza assoluta: Seduta, con calma, leggendo un libro o semplicemente guardando fuori dalla finestra, con a fianco, il mio Brioche.
Trovare il tempo per meditare o fare yoga è meraviglioso, ma amarsi di più significa anche saper celebrare questi gesti apparentemente banali. Iniziare la giornata offrendo a se stessi un momento di pace e silenzio è il primo e più potente atto di rispetto verso la propria vita.
Come smettere di essere troppo severi con se stessi
Ti capita mai di usare con te stesso parole che non useresti mai con un amico? “Ho sbagliato tutto”, “Sono il solito disastro”, “Non ce la farò mai”.
Come smettere di essere troppo severi con se stessi? Mel Robbins suggerisce uno strumento semplicissimo chiamato “High Five Habit” (L’abitudine del cinque alto). Consiste nel guardarsi allo specchio ogni mattina e darsi un “cinque” sul vetro, proprio come faresti con un compagno di squadra prima di una partita.
All’inizio sembra ridicolo, ma a livello cerebrale invia un segnale potentissimo: Sono dalla tua parte. Sbaglieremo, ma oggi giochiamo insieme. Smetti di fare il critico severo della tua vita e inizia a fare il tifo per te.
Pratica il “Distacco Consapevole” dai pensieri negativi
Quando l’ansia bussa alla porta, il nostro errore più grande è identificarci con essa. Pensiamo: “Sono una persona ansiosa” o “Sono un fallimento”.
La lezione di Jay Shetty: Nel suo approccio derivato dalla filosofia monastica, Shetty spiega che noi non siamo la nostra mente; noi siamo l’osservatore della nostra mente. I pensieri negativi sono come nuvole che passano nel cielo: tu non sei la nuvola, tu sei il cielo.
Quando senti l’ansia salire, quella stessa sensazione che io ho provato per anni—fermati. Osservala senza giudicarla. Respira ed esegui una respirazione diaframmatica consapevole: inspira contando fino a 6 ed espira lentamente in 8 tempi. Questo dice al tuo sistema nervoso che sei al sicuro. Leggi anche il mio articolo sul Pranayama.
Smetti di aspettare il “Momento Perfetto” (Usa la Regola dei 5 Secondi)
Molte persone cercano su Google come smettere di rimandare la propria felicità. Aspettiamo il lunedì perfetto, il nuovo anno, o il momento in cui avremo meno lavoro per iniziare a prenderci cura di noi. Il perfezionismo è solo una forma elegante di autosabotaggio.
Qui entra in gioco lo strumento più famoso di Mel Robbins: la Regola dei 5 Secondi, ne ho parlato anche all’interno del mio libro Il metodo SAME. Se sai che devi fare qualcosa per te stessa, che sia spegnere il computer a fine orario, stendere il tappetino da yoga o dire di no a una richiesta a cui non ti va proprio di dire sí, conta al rovescio da 5 a 1 e poi agisci.
Il conto alla rovescia distrae la mente conscia e blocca sul nascere le scuse del tuo cervello, che cerca sempre di proteggerti dal cambiamento, mantenendoti bloccato in abitudini tossiche ma familiari.
Io utilizzo spesso questo metodo quando mi sento bloccata. Ormai lo uso da anni e posso dirti che funziona.
Costruisci confini sani per proteggere la tua energia
Se hai la tendenza a essere una people pleaser, l’idea di mettere dei confini ti farà sentire in colpa. Penserai di essere egoista. Ma c’è una verità liberatoria che devi fare tua: i confini non servono a tenere lontane le persone, servono a mantenerti più stabile mentalmente e con più energie.
Esercizi pratici per stabilire i confini:
- Prenditi del tempo prima di rispondere: Quando qualcuno ti chiede un favore che ti pesa, non dire subito di sì. Di’: “Ci penso e ti faccio sapere più tardi”. Romperai l’automatismo del compiacimento.
- Usa frasi chiare e gentili: Non hai bisogno di inventare scuse chilometriche o bugie. Un semplice “Mi piacerebbe molto aiutarti, ma questa settimana ho già l’agenda piena e non riuscirei a dedicarti il tempo che meriti” è potente ed estremamente rispettoso di te e dell’altro.
- Leggi la mia guida completa sui confini personali
Abbraccia la vulnerabilità
Spesso pensiamo che amarsi significhi mostrarsi sempre forti, invincibili, con la risposta pronta e il sorriso stampato. In realtà, l’autostima nasce quando impariamo ad accettare la nostra vulnerabilità.
Scrivere la propria storia, ammettere di aver sofferto di ansia o di aver vissuto in contesti tossici, non è un segno di debolezza. È il più grande atto di coraggio che tu possa fare. Quando smetti di nascondere le tue crepe, permetti alla tua luce interiore di uscire e, soprattutto, dai il permesso a chi ti legge di fare lo stesso. Amarsi significa guardare le proprie fragilità e dire: “Vanno bene così. Fanno parte del mio percorso.”
Riscopri il valore della lentezza e del corpo
Nel nostro mondo incentrato sulle performance, abbiamo dimenticato come si ascolta il corpo. L’ansia non è solo un pensiero: è una tensione fisica, un respiro corto, una rigidità nelle spalle.
Per amarti di più, devi stoppare i pensieri e tornare al presente. Ad esempio, meditando, facendo yoga o una passeggiata consapevole. Non serve scalare una montagna, bastano pochi minuti di movimenti consapevoli. Una sessione di Yin Yoga, dove mantieni una posizione statica (come la Farfalla o il Bruco) per qualche minuto nel silenzio più totale, insegna al tuo corpo a rilassarsi e a rilasciare le emozioni bloccate. È in quel silenzio, senza schermi e senza scadenze, che la tua autostima guarisce.
Celebra i piccoli progressi invisibili
Siamo abituati a celebrare solo i grandi traguardi: una promozione, un cambio di carriera, un obiettivo economico. L’amore per noi stessi si costruisce nelle decisioni di ogni giorno.
- Hai scelto di bere un cappuccino con calma al mattino invece di scorrere i social? È una vittoria.
- Hai avvertito l’istinto di dire sì a un favore stressante, ti sei fermata e hai detto no? È una vittoria.
- Hai provato ansia, ma invece di colpevolizzarti ti sei seduta a respirare? È una vittoria.
Conclusioni: Cosa significa amarsi davvero?
Arrivati alla fine di questo viaggio, la risposta alla domanda iniziale è chiara: amarsi davvero non significa avere una vita perfetta o non provare mai più paura o ansia. Significa diventare il proprio rifugio sicuro.
Significa ricordarsi di quella ragazza di 28 anni in un ufficio finanziario, che sono stata, che ha avuto il coraggio di dire “Merito di meglio” e onorare quel coraggio ogni singolo giorno, a partire da domani mattina, davanti a una tazza calda, senza schermi davanti ma con la pace nel cuore.