Ci sono 4 stili di amicizia. Qual è il tuo?

Pubblicato il 22 Luglio 2026

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Sei una Farfalla, una Lucciola, una Tappezzeria o un Sempreverde?

Perché ci stanchiamo dopo una festa o scriviamo poco agli amici? La scienza della salute sociale con un piccolo test

Gli stili di amicizia funzionano meglio di “introverso/estroverso”

C’è chi entra in una stanza e, nel giro di cinque minuti, sta già chiacchierando con tutti e chi, invece, preferisce una lunga conversazione a due, magari sul divano, lontano dalla confusione.

Per anni, abbiamo liquidato queste differenze con due parole comode: “è un estroverso”, “è un introverso”. Ma quelle etichette dicono poco. Ci sono estroversi che, dopo una festa, si sentono completamente svuotati e introversi che coltivano amicizie profondissime.

La verità è che il modo in cui ciascuno di noi vive i legami è molto più sfumato.

A mettere ordine su questo argomento è Kasley Killam, ricercatrice formatasi ad Harvard ed esperta di quella che lei chiama salute sociale (social health), autrice del libro The Art and Science of Connection.

Studiando per anni il legame tra relazioni e benessere, Killam ha proposto un modo diverso di guardarci: non “introverso contro estroverso”, ma quattro stili di amicizia, che nascono dall’incrocio di due bisogni fondamentali:

  1. Frequenza: quanto spesso ci piace connetterci.
  2. Intensità: quanto in profondità vogliamo farlo.

Da questa combinazione nascono quattro modi di stare in un’amicizia , ognuno con i suoi punti di forza e i suoi margini di crescita.

🦋 La Farfalla

  • Identikit: Connessioni frequenti e leggere.

La Farfalla ama le connessioni frequenti e adora incontrare gente nuova. Parla con tutti con facilità e ha il dono di far sentire chiunque a proprio agio. È quella persona che alla festa, entro fine serata, conosce già metà degli invitati. La sua energia sociale è contagiosa e apre porte ovunque vada.

  • Il rovescio della medaglia: A furia di volare da un fiore all’altro, rischia di restare in superficie.
  • Lo spazio di crescita: Sta nel rallentare. Dedicare tempo ad approfondire le amicizie che ha già, lasciandosi lo spazio per mostrarsi anche più vulnerabile. La leggerezza è un dono prezioso, ma ogni tanto vale davvero la pena scendere in profondità per crescere di più.

🖼️ La Tappezzeria

  • Identikit: Connessioni poco frequenti ma intensi

Chi ha lo stile Tappezzeria/Violaciocca non ama particolarmente conoscere gente nuova ed è molto selettivo. Ha bisogno di tempo per fidarsi ma, una volta concessa la fiducia, diventa molto leale e presente. Ascolta più di quanto parli e spesso coglie dettagli che agli altri sfuggono, restando ai margini ma osservando tutto.

  • Il rovescio della medaglia: Il rischio di lasciarsi bloccare dalla propria comfort zone.
  • Lo spazio di crescita: Fare piccoli passi verso l’esterno. Chiacchierare un po’ di più oppure, invitare a qualche evento interessante una persona che l’aveva già colpita. Non serve stravolgere la propria natura ma provare a sbirciare fori ogni tanto dalla porta che si tiene troppo spesso chiusa.

💡 La Lucciola

  • Identikit: Connessioni rare, ma ad altissima intensità.

La Lucciola preferisce interazioni non frequenti ma molto profonde. Alcune conversazioni la fanno brillare, ma dopo ha assoluto bisogno di ritirarsi per ricaricarsi. Non ama parlare del più e del meno: predilige scambi di un certo spessore, quelli che lasciano il segno e restano in testa per giorni.

  • Il rovescio della medaglia: Tra un incontro intenso e l’altro, la Lucciola rischia di isolarsi troppo a lungo.
  • Lo spazio di crescita: Mantenere una comunicazione più regolare con le persone a cui tiene, senza sparire. Un messaggio ogni tanto, anche breve, mantiene vivo il legame nei periodi in cui ha bisogno del suo spazio.

🌲 Il Sempreverde

  • Identikit: Connessioni frequenti e profonde.

Il Sempreverde ama la presenza costante e profonda. È una certezza per gli altri, come un albero che non perde mai le foglie. Si fa sentire spesso con il proprio gruppo di amici ed è il punto di riferimento a cui tutti sanno di poter tornare. È lo stile che tiene insieme le relazioni nel tempo.

  • Il rovescio della medaglia: Dimenticarsi di sé mentre si prende cura di tutti gli altri.
  • Lo spazio di crescita: Allargare ogni tanto la cerchia e mettere confini personali sani con chi già conosce. Esserci per gli altri è bellissimo, ma non deve mai avvenire a scapito di se stessi.

Perché non è solo un test divertente

La Dott.ssa Killam non parla di stili di amicizia per fare un test divertente, ma perché la qualità dei nostri legami ha un impatto diretto e misurabile sulla nostra salute.

Lei la chiama salute sociale e sostiene che sia il tassello mancante quando parliamo di benessere, accanto a quella fisica e mentale: spesso la trattiamo come un extra, mentre è una colonna portante della nostra vita.

I numeri parlano chiaro:

  • Le persone con un forte senso di appartenenza hanno circa 2,6 volte più probabilità di avere una salute buona o eccellente.
  • Nel mondo, una persona su quattro si sente sola e circa un adulto su cinque non sente di avere nessuno a cui rivolgersi nel momento del bisogno.

Coltivare i rapporti, insomma, non è un lusso o una perdita di tempo. È un modo per prendersi cura di sé, tanto quanto muoversi o mangiare bene.

Conoscere il proprio stile serve in due direzioni:

  1. Verso se stessi: aiuta a riconoscere la propria comfort zone, i bisogni reali e le situazioni in cui diamo davvero il meglio.
  2. Verso gli altri: capire lo stile di chi ci sta accanto ci aiuta a smettere di prendercela sul personale. Se un’amica Lucciola sparisce per due settimane non è perché non ci vuole bene, è semplicemente il suo modo di ricaricarsi. C’è chi ha bisogno di connessione costante e chi di spazio, e nessuno dei due ha torto.

La routine da imparare: la regola del 5-3-1

Se vuoi tradurre tutto questo in pratica, Killam propone una linea guida facile da ricordare, il piano 5-3-1:

  • 5: Interagire con almeno cinque persone diverse ogni settimana.
  • 3: Coltivare tre relazioni strette.
  • 1: Dedicare circa un’ora al giorno alla connessione (anche suddivisa in dieci minuti qui e dieci minuti là).

L’unica regola che conta davvero è che l’interazione sia significativa. Dobbiamo essere intenzionali con la connessione, esattamente come lo siamo con l’attività fisica e con l’alimentazione sana.

E quindi, tu quale sei?

Farfalla, Tappezzeria, Lucciola o Sempreverde?

Non esiste una risposta migliore delle altre: ogni stile ha i suoi doni e i suoi margini di crescita. La cosa bella è che, una volta che ti riconosci, puoi allenare proprio quel piccolo spazio in cui vuoi migliorare, senza forzarti a essere qualcosa che non sei.

SS

Silvia Scopelliti

Insegnante di yoga e mindfulness, content creator da milioni di visite mensili e autrice de “Il Metodo SAME” (Feltrinelli Gribaudo). Accompagna le persone a ridurre lo stress e riconnettersi con se stesse da oltre 10 anni.

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