Benefici presunti e reali delle inversioni

Le inversioni sono sicuramente tra le posizioni più popolari nel mondo dello yoga, spesso però sono attribuite a queste asana benefici che non sono scientificamente provati e i reali benefici vengono messi in secondo piano.

Partiamo per ordine.

Per inversioni si intendono quelle posizioni per cui la testa si trova più in basso rispetto al cuore.

Esistono vari tipi di inversioni: verticali sulle mani, verticali sulla testa, verticale sugli avambracci..

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Informandomi sul web ho notato che esistono tanti articoli che parlano dei benefici presunti delle inversioni senza un valido supporto scientifico.

Quindi ho raccolto i “miti” relativi ai presunti benefici e, in seguito, ho spiegato i reali benefici. In fondo, trovate indicato chi non dovrebbe effettuare inversioni.


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Sei presunti benefici delle inversioni

Mito 1- Le inversioni portano più sangue al cervello

Il mito più comune sulle inversioni è che provochi un flusso di sangue verso il cervello quando si è sottosopra per brevi periodi di tempo. Questo non è semplicemente vero.

Il cervello tenta di impedire che troppo sangue entri nel cervello tramite barriere come la barriera emato-encefalica. Quest’ultima è uno strato di cellule strettamente legate che fungono da setaccio per regolare ciò che è in grado di passare nel cervello. 

Far entrare troppo sangue nel cervello potrebbe, inoltre, causare danni alle arterie e ai capillari.

Si ritiene che le ghiandole all’interno del cervello, come l’ipofisi e l’ipotalamo, vengano irrorate da un flusso di sangue “nuovo” mentre si è a testa in giù. Anche questo non è vero. Proprio come le altre zone del cervello, le ghiandole interne beneficiano di un flusso costante di sangue.

Non è vero neppure che le inversioni eliminerebbero le tossine accumulate nel cervello. Non vi è alcuna prova di ciò poiché la pressione sanguigna e il volume non cambiano nel cervello durante un’inversione e quindi l’effetto descritto non si può verificare.

Mito 2- Le donne con il ciclo non possono effettuare inversioni

Non ci sono prove scientifiche che dimostrino che una donna con il ciclo non debba effettuare delle inversioni.

Durante le mestruazioni vengono eliminate muscose e sangue. Effettuare un’inversione per un periodo di tempo molto limitato non ostacola l’espulsione di queste sostanze.

Un’inversione può rallentare temporaneamente il flusso di sangue del corpo, ma questo ritornerà alla solita velocità quando si tornerà in posizione seduta o in piedi.

Mito 3- Le inversioni decomprimono la schiena

L’unico modo in cui un’inversione decomprime la colonna vertebrale è se le estremità inferiori sono trattenute da un attrezzo apposito, come una panca, l’inversion table.

Quando si è sottosopra, si è comunque compressi dal basso verso l’alto nel corpo non si verifica alcuna decompressione della colonna vertebrale.

Le vertebre sono ancora unite, questa volta nella direzione opposta rispetto alla posizione in piedi.

Mito 4- La gravità è il nemico

Una concezione sbagliata e molto comune nel mondo dello yoga è che dobbiamo andare contro la forza gravità e che grazie alle inversioni riusciremmo a “vincerla”.  La gravità esercita una pressione contenuta sul nostro corpo e non influisce in modo così importante sulla nostra postura e, in generale, sul nostro fisico.

Il sistema circolatorio funziona, di solito, bene anche con la forza di gravità. C’è un sistema di valvole che aiuta il flusso venoso a muoversi solo in una sola direzione. Una regolare attività muscolare aiuta a pompare il sangue al cuore. 

Anche il sistema linfatico non risente particolarmente della gravità. 

La natura ha svolto uno splendido lavoro nel progettare il corpo umano e quindi non abbiamo realmente bisogno di fare delle inversioni per stare meglio.

Mito 5- Saper fare le inversioni ti rende migliore

Non siete persone migliori se fate le inversioni, forse siete degli atleti migliori, degli yogi migliori o dei ginnasti migliori.

Potete essere delle persone fantastiche (e sono sicura che lo siete) anche se non farete mai un’inversione.

Mito 6- Le inversioni fanno bene al cuore 

Riprendendo quanto scritto da H. David Coulter in Anatomy of Hatha Yoga, “una persona che fa una verticale ha la stessa pressione arteriosa di una che non la fa” (“a person performing a headstand will have a blood pressure reading of 120/80mm Hg. Coincidently, the same person standing upright will have a blood pressure reading of 120/80 mm Hg”).

La pressione sanguina del cuore quindi non è influenzata dalla posizione della testa rispetto al cuore. 

Il corpo umano ha molti modi meravigliosi di adattarsi ai nostri vari gradi di cambiamenti che generiamo o di cui siamo “vittime”.

Le inversioni non sono un “must” ed ogni individuo può decidere liberamente se impararle o oppure no. 

Attenzione: non sono un medico e quindi in caso di dubbi rivolgetevi sempre al vostro medico di fiducia!

I reali benefici delle inversioni

Visto che le inversioni sono delle posizioni difficili e che richiedono tanta concentrazione e attivazione muscolare, i principali benefici sono:

  • maggiore focus = maggiore relax dopo. Se siamo obbligati a pensare a come stare attivamente a testa in giù non avremo tempo per preoccuparci e, di conseguenza, dopo ci potremmo sentire più rilassati
  • aiutano a sgonfiare piedi e gambe
  • durante queste posizioni si utilizzano molti muscoli e quindi si migliora la postura, la stabilità e la forza. Visto che siamo in equilibrio, attiviamo inoltre  i muscoli antigravitari. 
  • Le inversioni sono difficili e per imparare a farle è richiesto impegno e dedizione e quindi ci sentiremo molto soddisfatti dopo ogni piccolo miglioramento
  • Durante queste posizioni a testa in giù, cambiamo la nostra prospettiva e questo può stimolarci a diventare più reattivi ai cambiamenti e aumentare la nostra creatività

E’ molto importante sottolineare che le inversioni non possono essere praticate da tutti.

Non è consigliato praticarle in caso di: ipertensione, malattie cardiache, diabete, gravidanza oltre il primo trimestre, glaucoma o altri disturbi oculari, problemi alla colonna vertebrale, dolore cronico al collo, sovrappeso, vertigini, lesioni alla testa, problemi alle orecchie, ernia iatale e osteoporosi.

Nel caso di dubbi, consultate sempre un medico!

Bibliografia dell’articolo:

  1. David Coulter, Anatomy of Hatha Yoga, 2001
  2. Webster’s New Student Dictionary, American Book Company, 1969
  3. Fit Magazine, 2000
  4. Jon Burras, Return to Nature: The Five Pillars of Healing, 2011
  5. Articolo Washington Post, 2001

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